Milano, 25 marzo 2012

Malati cronici meno ricoveri. Bergamo fa da capofila

Sperimentazione regionale per abbassare le fasi acute
Coinvolti 20 mila pazienti.

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L'Eco di Bergamo, 25/03/2012

Bergamo è capofila di una nuova sperimentazione clinica sui pazienti affetti da patologie croniche. L'obiettivo del progetto è quello di seguire gli affetti da patologie croniche giornalmente, abbassando le fasi acute che provocano i ricoveri. Oggi, infatti, il 37% di questi pazienti finisce in ospedale almeno una volta l'anno per l'insorgere di una fase acuta. Prevenire le fasi preacute e acute garantirebbe un risparmio medio per le casse sanitarie della Regione di circa il 25% a paziente. Basti pensare che la cronicità interessa il 27% della popolazione lombarda ma incide sulla spesa per il 70%. L'iniziativa è stata presentata ieri dal presidente della Regione Roberto Formigoni, e dall'assessore regionale alla Sanità, Luciano Bresciani. La sperimentazione targata Pirellone, ribattezzata Creg (cronic related group), passerà da aprile alla sperimentazione clinica vera e propria, dopo che è stata completata la prima fase di arruolamento dei pazienti. Ed è proprio qui che la Asl di Bergamo si è distinta arruolando 205 medici di base e oltre 20 mila pazienti. Mentre tutte le 5 Asl partec ipanti (oltre a Bergamo, Como, Lecco, Milano e Milano 2) hanno raccolto più di 40 mila pazienti, su un totale di 96 mila malati, e 415 medici.

Il meccanismo
Il meccanismo della Creg consiste nell'assegnare al medico curante una quota di risorse annua stabilita in anticipo, in funzione della tipologia di assistiti e delle patologie correlate. Sono state dunque individuate 155 tariffe, assimilabili in tutto e per tutto ai Drg (la classificazione delle risorse dei ricoveri ospedalieri).
Serviranno a remunerare l'intero «pacchetto» di cure effettuate all'esterno degli ospedali: visite ambulatoriali, esami specialistici, protesica e presìdi (es. ossigeno), farmaceutica, cure a domicilio. Il paziente verrà seguito nel suo percorso di cura dal proprio medico, da un call center sempre attivo (365 giorni all'anno) e, in caso di necessità, trami te ausili di teleconsulto e telemedicina. Formigoni ha spiegato come «l'obiettivo di questo flusso di comunicazione ininterrotto tra medico e paziente è quello di accompagnare il malato cronico nella gestione della sua patologia», riuscendo a verificare in tempo reale «tutti i parametri clinici, le tempistiche corrette di esami e controlli, la regolare assunzione di farmaci». Secondo Bresciani la sfida «è dare più servizi a minor costi e aumentare l'umanizzazione delle cure» perché i pazienti «potranno rimanere a casa loro e non saranno costretti a ripetuti ricoveri in ospedale». Oggi, sottolinea l'assessore, «il 37% dei malati cronici è ricoverato in aree per acuti e questo non è appropriato». E quello dei minor costi è un tema fondamentale, considerando anche i tagli in arrivo per quanto riguarda il trasferimento di risorse dallo Stato: Bresciani, infa tti, ha calcolato che saranno di 407 milioni di euro nel 2013 e di 815 milioni nel 2014. Sommati fanno circa 1,2 miliardi, «l'8% del finanziamento attuale».